Sicurezza informatica, è corsa agli standard

Dalla Direttiva Nis al Cybersecurity Act sta prendendo forma la pianificazione sovranazionale per assicurare un campo sicuro al Digital Single Market. Soprattutto in vista del 5G. Ma servono modelli condivisi per l’applicazione. Una panoramica di quello si muove nel settore.

A distanza di un anno dall’entrata in vigore del D.Lgs. n. 65/2018 di recepimento, in ambito nazionale, della Direttiva NIS (Direttiva UE 2016/1148), il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno adottato il Regolamento (UE) 2019/881, meglio conosciuto come Cybersecurity Act, reso esecutivo dal 27.6.2019. Due regolamenti-pilastro che, insieme al GDPR, danno forma a un sistema paneuropeo di sicurezza digitale. Vediamo in dettaglio i due atti e i traguardi raggiunti nella messa a punto di standard e certificazioni.

Direttiva Nis e Cybersecurity Act si caratterizzano per la loro complementarietà. Volti ad assicurare un “livello elevato di sicurezza della rete e dei sistemi informativi in ambito nazionale, contribuendo ad incrementare il livello comune di sicurezza nell’Unione europea”, l’una, e “a garantire il buon funzionamento del mercato interno perseguendo nel contempo un elevato livello di cibersicurezza, ciberresilienza e fiducia all’interno dell’Unione”, l’altro, il parallelismo tra i citati documenti si impone già dall’incipit delle norme.

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